ieri ho avuto il grandissimo piacere di ricevere la visita di mia cugina antonietta con i due figli nicola e curtis.
loro vivono in australia, tra casette con giardino, impianti sportivi, il mare…
ovviamente era d’uopo una passeggiata… e dove li porto?
guardavano con comprensibile sconcerto i cantieri, ovunque.
i cantieri li ho spiegati con la storia dei fondi che non potevano esser persi e che giustificavano un tale stato d’assedio di tutto il centro città.

ma come giustificare le strade dissestate? come la sporcizia di via carlo del balzo e dello stazionamento dei bus?
come le macchine parcheggiate ovunque, anche davanti al Duomo?

meno male che la mia buona stella mi ha mandato in aiuto tre angeli.

entro nel duomo, miracolosamente aperto alle 11 del mattino, e trovo il nipote dell’indimenticato Don Giovanni Festa (abitavano entrambi nel mio condominio) intento a sistemare alcune statue. ci fa visitare anche la cripta che sorprende i miei ospiti per la sua bellezza.

usciti dal Duomo vedo che l’atelier di giovanni spiniello è aperto, ci affacciamo timidamente per non disturbare il suo lavoro.

giovanni, come al solito, ci travolge con la sua simpatia ed il suo garbo. cappello in testa e camice macchiato di colore, improvvisa storie per i bambini e un ritratto meraviglioso.

il piccolo curtis, sette anni, inizialmente fatica a stare fermo ma, quando giovanni inizia a lavorare con i colori, lo guarda stregato, si capisce che non andrebbe più via da lì. li vedo rapiti, più tardi mia cugina commenta “lui ha una grande anima!”.

il terzo angelo sta a capocastello, si chiama claudio ferraro ed è il titolare della Teverna Orto di Virgilio. prepara per noi un meraviglioso pranzo che completa degnamente questa mattinata di turismo infrasettimanale.

ora, a parte, il dato personale che è, ovviamente, poco interessante credo che da questo episodio emergano chiaramente alcune considerazioni sul turismo in irpinia.

l’arte e le tradizioni sono ciò che può attirare un turista e lasciargli una buona impressione.
avellino non ha praticamente niente che si possa far vedere, bisogna uscire dalla città per trovare luoghi magici come capocastello che, grazie al lavoro fatto con castellarte, ho avuto la fortuna di conoscere bene.

alla fine, in questo nulla, ciò che si salva sono alcune persone, sono loro la vera ricchezza del territorio.

grazie allora ai miei tre angeli che mi hanno evitato una brutta figura con i miei ospiti stranieri!

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