Venerdì 27 luglio si alza il sipario sulla XIV edizione di Castellarte Rassegna Internazionale di Artisti IN Strada che, fino a domenica 29, mette in scena tre notti di festa popolare, atmosfere picaresche, performances spettacolari ed enogastronomia di qualità.

Questa festa – in questi giorni compresa nell’empireo dei Grandi Eventi della Regione Campania per la provincia di Avellino insieme a Musica in Irpinia ed al Premio Sergio Leone – è riuscita in questi lunghi anni a coniugare grandi numeri e proposta di qualità artistica elevata.

Ricchissimo il programma di quest’anno, frutto anche della collaborazione con due dei maggiori festival italiani. Ferrara Busker’s Festival e Mercantia di Certaldo, sono infatti partners della rassegna di Mercogliano la novità di quest’anno è, grazie a questa sinergia, artisti di casa nostra hanno avuto modo di esibirsi su questi prestigiosi palcoscenici. E nuove produzioni comuni verranno in seguito a conferma del livello qualitativo raggiunto dall’Associazione Castellarte nel realizzare il festival irpino, ormai atteso in tutta la Campania come dimostrano gli oltre 50.000 visitatori giunti l’anno scorso.

Arte circense, musica, teatro, mostre, artigianato ed enogastronomia sono gli ingredienti base di una formula che ha, però, il suo ingrediente segreto nella magia di Capocastello che induce spettatori ed artisti a mescolarsi ed interagire, superando ogni barriera linguistica e sociale.

L’arte circense – da sempre fiore all’occhiello del Festival – ha la sua punta di diamante nella pirotecnica formazione africana degli Afro Jungle Jeegs che, abbigliati con rutilanti costumi tradizionali, si esibiscono in numeri di raffinata e straordinaria tecnica acrobatica.
Non è da meno le performance del tedesco Peter Weyel, bizzarro contorsionista che abbina un “corpo di gomma” snodato come una bambola di pezza ad un istinto comico che coinvolge il pubblico.
Poetica e spettacolare l’esibizione della Compagnia 360° formata da un “lui” napoletano e giocoliere nella gigantesca ruota metallica nota come “German Wheel” e da una “lei” tedesca e bellissima “domatrice” di hula hoop.

La musica – sarà davvero esplosiva grazie alle contaminazioni salentino-balcaniche degli Opa Cupa, autori di una potente musica meticcia tra la pizzica e le atmosfere gitane tanto care agli amanti di Kusturica. Tornano a Castellarte i toscani Tamales de Chipil con la loro micidiale “patchanka” che mescola ska, reggae, blues e musica popolare, un “piatto” musicale molto, molto speziato che ha affascinato gente come Pierò Pelù, Roy Paci e i Modena City Ramblers che li hanno voluti ad aprire i loro concerti.
Torinesi i Pappazzùm sono una marching band che usa gli strumenti, oltre che per suonare, per improvvisare gag e scherzi con il pubblico che sono soliti coinvolgere completamente.
Gradito ritorno anche per i musicoviandanti Jabberwocky, on stage dal 1993, con la loro potente sezione fiati che gli ha fruttato l’accostamento ai Mano Negra e uno spirito ribelle che a tanti ricorda Vinicio Capossela. Molti se li ricordano a Castellarte 2004 come la band più pazza e trascinante.
Stilosi e ironici Al & Maskalzones ci porteranno con loro nelle atmosfere cool della Giamaica anni ’60; tanto ska, rocksteady e jazz per divertirsi con stile, languide movenze e good vibrations.
Altrettanto agguerrita è la pattuglia dei musicisti nostrani. Swing, jazz e Buscaglione per gli Spaghetti Style Jazz Band, musica popolare e contaminazioni audaci per i Lumanera.

Il teatro – sarà davvero un’annata eccezionale questo 2007 per il teatro a Castellarte. Arrivano dalla Svizzera gli stralunati attori del Duo Hell und Schnell, bizzarri personaggi vestiti di blu, con cappellino di pelle e pizzetto, comunicano solo “a fischi” nel loro varietà surreale dove gli oggetti spariscono senza motivo e le azioni hanno una loro inspiegabile illogicità.
Innamorato della sua bambola/burattino di nome Sophia è il mimo cileno Francisco Obregon, che un giorno la creò e subito se ne innamorò, riuscendo a renderla viva ed espressiva.
Attesissimo l’appuntamento con la Gerusalata Liberemme del CoCIS che porterà in scena la riedizione della storia di Brancaleone alle Crociate. Il cavaliere si chiama ora Barzalione e non è meno divertente di Vittorio Gassmann, la compagnia che lo segue è una stramba armata di straccioni e reietti che, alla fine, saprà dimostrare umanità e poesia.
Acting è il Corso integrato di teatro, danza e psico-gestualità della Scuola Media “G.Dorso” di Mercogliano e sez Staccata di Ospedaletto d’Alpinolo, un percorso ludico-educativo che stimola la presa di coscienza della propria sintonia psico-motoria per giungere ad un livello interpretativo e rappresentativo alla scoperta di sé.

Le mostre – spazio come ogni anno alle mostre. Una storia di strada e di immagini racconta come è cambiata la comunicazione di Castellarte negli anni; lo studio è stato curato da Mario Marciano. Di una creatura dolce e utile si occupa la mostra Alla ricerca dell’Asino Irpino. Viaggio alla (ri)scoperta di una risorsa del territorio – curata da Antonella Russoniello – che testimonia l’attuale interesse intorno all’Asino, da sempre compagno alla fatica atavica del contadino e protagonista, perciò, dell’immaginario fiabesco e popolare. A Castellarte si parlerà di asini (anzi dell’Asino Irpino protagonista della ricerca ancora in progress di un giovane veterinario, il dott, Luca Pericolo). A raccontare la dolcezza e la pazienza dell’Asino ci penseranno le immagini – realizzate appositamente per Castellarte – dal fotografo Mario Oliva e dal pittore Giovanni Spiniello.
Torna il Centro Australia con la sua tela lunga 100 metri di emozioni, colori … parole realizzata dai ragazzi e dai medici del centro sul tema dell’amicizia, sarà venduta per beneficenza.
Taking up from here è il nome di una associazione no profit che porta a Castellarte la mostra intitolata Etiopia/Mercogliano, un legame mai reciso per conseguire un nobile scopo, creare un laboratorio galenico in quelle regioni per usare i rimedi naturali presenti in zona per curare alcune malattie. Anche la Scuola Media Dorso di Mercogliano porta a Capocastello Una tela lunga una strada, realizzata dai bambini e dalle maestre per abbellire la parte antica del paese.
Scene da Baraonda è il titolo di un divertentissimo lungometraggio curato da Anna Di Nardo, Aquilino De Simone e Massimo Saveriano. Dal magma delle immagini girate tra la folla e gli artisti dell’edizione 2006 di Castellarte spezzoni che catturano l’atmosfera di festa e divertimento di una edizione che ha battuto ogni record di affluenza e gradimento. La facce del pubblico e degli artisti si mescolano e confondono nelle piazze e nei vicoli di Capocastello in una sola corrente di energia e allegria contagiosa. Baraonda House è stato – in questo contesto – il porto cui sono approdati un po’ tutti per liberarsi della propria identità ed assumerne una nuova con parrucche e travestimenti per poi esibirsi in balletti trash e cori sgangherati. Sarà divertente andare a curiosare per scoprire come anche i più timidi ed insospettabili abbiano rivelato la loro intima natura di soubrette e mattatori solo per una notte.
Nella stazione della Funicolare di Montevergine sarà allestita una mostra naturalistica che racconta la ricchezza di erbe officinali di cui è ricco quel Parco del Partenio di cui l’impianto dell’AIR S.p.A. è la porta di accesso più “ecologicamente corretta”.
Ecologiamo è la mostra realizzata dall’Associazione Ambientalista Amici della Terra per promuovere il risparmio energetico; oltre a pannelli informativi, un audiovisivo realizzato per l’occasione.

LA FESTA
Per tre giorni strade, vicoli e piazzette del paesino si trasformano nel palcoscenico naturale di spettacoli musicali, rappresentazioni di teatro, danze ed esibizioni circensi e improvvisate tammurriate, insieme a percorsi di artigianato locale e ad offerte enogastronomiche di alta qualità curate dagli chef dell’osteria I Santi, meta emergente della nuova cucina regionale della Campania.

LA PROMOZIONE DEL TERRITORIO
Il festival nasce 14 anni fa dalla volontà di un gruppo di abitanti del borgo di Capocastello, che non si sono rassegnati al degrado ed all’abbandono del proprio paese rivitalizzandolo con una manifestazione culturale oggi considerata tra i grandi eventi artistici della Campania, sebbene priva di rilevanti contributi pubblici.
E’ l’associazione Castellarte, infatti, che senza retribuirsi trova i fondi da sponsor privati rinnovando ogni anno l’evento, inteso come strumento di promozione di un intero territorio, quello della “verde Irpinia”, ricchissima di beni paesaggistici e tradizioni culturali ed enogastronomiche ancora tutte da scoprire.

IL TURISMO
Il borgo di Capocastello è a 500 mt dall’uscita autostradale della Napoli Bari, ed a pochi chilometri da Napoli e dal mare della Costiera Amalfitana. Nello stesso paese di Mercogliano sorge il santuario di Montevergine, risalente all’anno mille, che custodisce una tra le maggiori collezioni di presepi artistici d’Italia e la settecentesca Abbazia del Loreto del Vaccaro. Nell’entroterra che da sempre unisce Tirreno ed Adriatico, in pochi minuti di auto sono poi a disposizione importanti siti archeologici e monumentali (dalla medioevale Abbazia del Goleto all’insediamento romano di Aeclanum, sino ai castelli appena restaurati di Rocca San Felice o del paese di Taurasi) percorrendo paesaggi collinari e montuosi ancora incontaminati che offrono gustose possibilità di sosta alle cantine dei grandi vini (Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino) dell’Irpinia, unica provincia d’Italia insieme a Siena e Cuneo a vantare ben tre vini docg.

Per il programma artistico di Castellarte ed ulteriori informazioni logistiche: www.castellarte.org o infoline: 393 5447943

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