burlesque riotGiro di boa per la XXIII edizione di Castellarte Festival Internazionale di Artisti IN Strada che, sin dalla prima serata, ha registrato uno straordinario successo, confermato anche dal boom di accessi al sito web e ai profili social della manifestazione.

Oltre al grandissimo interesse catturato dal collettivo capitolino Burlesque Riot – Miss Vampfire, Giuditta Sin e Gonzalo De Laverga – che ha sedotto il pubblico con uno spettacolo raffinatissimo, ironico e elegantemente malizioso; un cenno a parte va fatto senz’altro all’arte circense che, del resto, è sempre uno dei punti di forza del programma artistico di Castellarte.

Grazie all’accorto lavoro di selezione svolto dal Direttore Artistico Anna Di Nardo, infatti, nel cast di quest’anno brillano due stelle di prima grandezza, una internazionale e una italiana.

Il primo è Fraser Hooper, già attore di successo a Londra e poi clown per vocazione e, di recente vincitore delle Olimpiadi dell’arte di strada svoltesi in Nuova Zelanda e ospite di tutti i maggiori festival al mondo.

L’italiano Andrea Farnetani è il secondo, vincitore del Pavè d’Or al Festival des Artistes de Rue di Vevey (Svizzera), con la sua clownerie contemporanea.

“Il mio spettacolo si chiama Tricknick – spiega Farnetani – ed è basato su un personaggio che ha un po’ la mania di “fare pendant” con tessuti dalla tipica fantasia a scacchi bianchi e rossi delle tovaglie da trattoria, dovrà cimentarsi in una prova, mettere sei cucchiaini in sei bicchieri, ma fallirà in mille modi molto divertenti. Il clown contemporaneo segue le regole della clownerie classica, dove il clown attraverso le proprie traversie fa ridere il pubblico che, in tal modo, dimentica i propri di problemi. L’evoluzione sta nell’inserimento di caratteristiche più umane nel personaggio, come gli attacchi di panico per far ridere il pubblico”.

Romantiche, divertenti e ardite sono le performance di Creme & Brulè che raccontano la loro storia d’amore con acrobazie e giochi con il fuoco su musiche romantiche; ardite le acrobazie degli Elabö anche loro eleganti e spericolati; eccentrici e dinamicissimi i Fivequartetrio e I Nipoti di Bernardone, Koom Koom Theatrer invece mostrerà cosa accade di notte in un museo.

Grande accoglienza per il prof. Paolo Apolito e la sua conferenza spettacolo “L’antropologo a domicilio”, tratta dal libro “Ritmi di Festa” da cui Castellarte ha tratto il tema della sua XXIII edizione.

Per la parte musicale, gli appassionati del sound chitarristico troveranno ne I Poterico (semifinalisti a Italia’s Got Talent 2015) la loro band; è cantautorale il folk-rock de I Musicanti del Vento, scatenato “agro-punk” quello degli Shak & Speares, “power-gispy-dance” la musica dei Baro Drom Orkestar e “rock swing vintage” quella di Antonio Sorgentone.

“Nasciamo nel quartiere multietnico di Torino, Porta Palazzo – spiega Alberto della Bandragola Orkestar – e siamo una quindicina di musicisti con esperienze del tutto diverse. Siamo partiti dal suono balkan che poi si è sviluppato in un proprio stile originale. Quello che vogliamo è scatenare l’energia con la musica, non siamo un gruppo da ascolto appassionato del dettaglio tecnico, per noi l’oggetto principale è il coinvolgimento del pubblico, che non ha uno strumento ma suona con noi come uno strumento”.

Altra novità di questa edizione è l’app per smartphone Castellarte Next Fest che Castellarte ha voluto per facilitare, grazie alla tecnologia, la fruizione del Festival.

Spazi dedicati all’artigianato, con la partecipazione quest’anno della CNA Avellino, e Aree del Gusto dedicate alle eccellenze enogastronomiche del territorio irpino – terra dei tre celebri vitigni D.O.C.G. Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi – completano la ricetta di Castellarte che, anche quest’anno, ha scelto di celebrare nel migliore dei modi il suo amore per l’arte di strada e il territorio del comprensorio del Partenio. Il Festival è organizzato dai volontari dell’Associazione Castellarte e l’ingresso è gratuito. Info: www.castellarte.it.

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