sergio antonio bolognese

Lunedì 8 marzo 2010, alle 10,30,  presso la Sala Conferenze del Centro per l’Impiego di Avellino in via Pescatori 93, si terrà un convegno su “Formazione alla prevenzione del rischio in sanità”, l’incontro sarà anche l’occasione per presentare alla stampa “Neosan” il più recente progetto della società irpina che, ormai, è tra i provider ECM più importanti d’Italia.
All’incontro interverranno l’Assessore al Lavoro della Provincia Giuseppe Solimine, il Presidente del Raggruppamento Sanità di Confindustria Campania Ottavio Coriglioni, il Direttore Sanitario ed il Responsabile del risk mangement della Casa di cura Malzoni Villa dei Platani di Avellino Nicola Battista e Gaetano Amatruda ed l’amministratore unico di Espansione Sergio Antonio Bolognese.
Saranno presenti inoltre i segretari generali dei sindacati irpini: Vincenzo Petruzziello (CGIL), Mario Melchionna (CISL) e Franco De Feo (UIL).
L’importanza dell’incontro risiede nel fatto che, dopo aver affermato il proprio modello formativo in numerosi progetti nazionali, la società irpina Espansione si rivolge, finalmente, al territorio d’origine per innestarvi il seme delle buone pratiche nella sanità privata.
«In tema di sanità – nota, infatti, l’assessore provinciale Solimine – si corre il rischio di non considerare a sufficienza i possibili fattori di rischio sia per il paziente sia per il personale che, invece, sono frequenti e spesso sottovalutati o volutamente ignorati. Aver compreso che occorre invece, data la specifica delicatezza dell’argomento, definire protocolli standard che garantiscono sia il lavoratore sia il paziente ed avere contezza di quali sono e quanti possono essere i fattori di rischio cui vanno incontro ne consegue che attivando un meccanismo di conoscenza del fenomeno si dovrebbe produrre una maggiore consapevolezza e di conseguenza minori rischi per tutti. Parlare di prevenzione nella sanità potrebbe apparire superfluo, invece appare assolutamente meritorio che una società Irpina, Espansione srl, attraverso l’utilizzo di fondi collegati a Fondimpresa e con il coinvolgimento di strutture sanitarie private di eccellenza, abbia attivato percorsi formativi a dimostrazione che le aziende devono non solo preoccuparsi di offrire sempre meglio una sanità di eccellenza, ma far si che gli operatori di sanità abbiano protocolli chiari atti a ridimensionare la componente rischio nell’esercizio della professione, fornendo sistemi di conoscenza che consentano di avere un monitoraggio continuo sulle attività svolte, facendo sì che il fattore umano all’interno di una struttura organizzata sia la componente primaria, e non secondaria, della prestazione. L’incontro di oggi è un appuntamento importante perché può rappresentare per l’irpinia l’inizio di una nuova e più attenta riflessione sul sistema sanitario irpino oggi attraverso un percorso attuato presso le cliniche private domani sul sistema pubblico della sanità irpina che credo possa in un impegno comune istituzionale produrre in ambito sanitario una condivisione di percorso che porti anche nella sanità pubblica a standard di qualità sia formali che sostanziali eccellenti attraverso una maggiore responsabilizzazione e un percorso di rilancio professionale di tutto il sistema sanità in irpinia chi ben comincia è già a metà dell’opera credo che questo primo passo sia importante ed essenziale che dovrà portarci ad attivare percorsi formativi tali da garantire i cittadini nei loro diritti attraverso un rispetto dei protocolli standard di per sé già obbligatori il diritto alla salute deve camminare di pari passo al diritto alla sicurezza, i due binomi debbono diventare nelle scelte istituzionali imprescindibili. Comincia una nuova sfida, la Provincia, l’Assessorato al lavoro vuole esserci».
Dal punto di vista delle strutture sanitarie private, verso le quali si rivolge da sempre il lavoro svolto nella formazione continua ECM da Espansione, le interessanti considerazioni del dott. Nicola Battista, direttore sanitario della Casa di Cura “Malzoni – Villa dei Platani” di Avellino.
«Quante volte – dice Battista – nella pratica clinica capita di concludere analisi, confronti e dibattiti con la frase: “ma quali conseguenze medico-legali ci sono? Questo è il paradigma dell’atteggiamento che molti sanitari, giovani o meno giovani e con più esperienza, hanno nei confronti della pratica quotidiana. Da medico e direttore sanitario, la prima riflessione che mi sovviene riguarda gli anni dell’università e il percorso di studi che la mia generazione ha sostenuto. Molte volte, infatti, si percepisce l’indicazione ad effettuare una diagnosi ultraspecialistica al fine di non incorrere in possibili e sempre più frequenti rivalse da parte degli utenti. Quest’atteggiamento, seppur impeccabile, per garantire una tutela della propria verginità professionale e giudiziaria, spesso confligge coi principi di efficacia, efficienza clinica e qualità della cura. Come si fa a conciliare la disponibilità alla segnalazione con la paura di esser coinvolti in sanzioni disciplinari o conseguenze giudiziarie? Questa è la vera sfida. Cioè convincere che errare è umano ma che non riconoscere e correggere i propri errori è diabolico, in primis, per i pazienti ed in secondi per la propria dignità di professionisti. Inoltre è essenziale che gli operatori comprendano l’assoluta confidenzialità e riservatezza che sottende alle segnalazioni ed alla successiva analisi degli eventi e, in questi, ci deve essere un deciso sforzo politico, che norme e disciplini le regole del gioco. Ovviamente la gestione del rischio clinico non è solo segnalazione ed analisi degli incidenti. Gestione del rischio significa anche promuovere buone pratiche per la sicurezza dei pazienti, comportamenti virtuosi da parte degli operatori stili di comunicazione con gli utenti che siano volti alla rassicurazione ed al convincimento etc. Credo fermamente che le realtà sanitarie che si prodigheranno nello sviluppo di politiche di questo tipo saranno quelle che non solo avranno meno contenzioso, evitando di arroccarsi su posizioni oltremodo difensive, ma saranno deliberatamente  e convintamente scelte dai paziente, che l i vedranno tutela e garantito il bene più prezioso: la loro salute».
Legittima la soddisfazione per l’amministratore unico di Espansione e responsabile tecnico del progetto che si presenta oggi Sergio Antonio Bolognese che commenta:«Il gruppo di progetti di formazione continua recentemente avviati in Campania, Lazio ed Abruzzo hanno una finalità sperimentale costituendo la prima esperienza multiaziendale per la strutturazione dei sistemi di gestione del rischio clinico nelle strutture sanitarie. In questi progetti opereremo con circa 2000 professionisti della sanità che attraverso il momento formativo diventeranno i protagonisti di servizi ed aziende che pongono al centro l’utente finale, la sua sicurezza all’interno delle strutture sanitarie, la qualità complessiva delle prestazioni erogate. Riteniamo che i risultati di questa sperimentazione potranno essere impiegati per modificare concretamente il servizio sanitario nelle regioni interessate e speriamo che tutte le istituzioni sanitarie non vorranno farsi carico di un problema sociale di queste dimensioni. La malasanità  è fondamentalmente un problema di strutturazione e funzionamento di sistemi organizzativi e su questo problema la formazione continua è la leva per ottenere concreti e durevoli risultati».  
Espansione, inoltre, festeggerà nel pomeriggio i dieci anni di attività con l’inaugurazione, alla presenza di S.E. il Vescovo di Avellino Francesco Marino, dei nuovi uffici di via Cesare Uva n. 3 ad Avellino.

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